Casa in montagna : la dimora alpina nella storia come esempio di sostenibilità e stile di vita

  • di

Perchè parlare oggi di casa in montagna nella storia ?

Studiare la storia dell’architettura alpina è appassionante come leggere “I pilastri della terra” di Ken Follet.

La storia delle Alpi è poco conosciuta. Pochi sanno che durante il Medioevo tra il 1000 e il 1400 c’è stato il Rinascimento Alpino, un’età dell’oro per le Alpi.

Se le pianure erano prese d’assalto da invasioni barbariche o tormentate dalla prepotenza dei Signori e dalle pestilenze, in montagna si viveva meglio.

La pulce del ratto, che portava la peste, non resisteva; il territorio era più sicuro e salubre che in pianura, grazie anche ad un innalzamento delle temperature.

Incredibile! Mi sembra di leggere una situazione simile a quella presente in quanto a clima, salute e mezzi di comunicazione !

C’erano acqua , pietre e legname per costruire le case.

L’economia poteva prosperare grazie alle strategie produttive miste di agricoltura e allevamento e alla formazione di corporazioni di trasportatori che portavano merci dal sud delle Alpi al nord.

Le società erano autogestite senza padroni e con una classe sociale unica.

Di questo periodo non sono rimasti grandi monumenti perchè non c’erano ricchi signori o papi in montagna, ma ci resta una grandissima eredità.

casa in montagna : Grigioni
Casa a Trin , Grigioni

Il fascino dell’architettura di montagna: tradizione o innovazione?

“A torto l’architettura alpina è definita rustica e pittoresca “ come dice Giovanni Simonis, nel suo libro “Costruire sulle Alpi”.

La casa in montagna è costruita con una tecnica straordinaria per adattarsi a condizioni ambientali estreme quali le temperature, le escursioni termiche, le precipitazioni, il vento, le inclinazioni del terreno, i carichi di neve, le frane e le valanghe.

“Più dura è la sfida naturale e più complessa la risposta tecnologica “ L.Zanzi

Questo è un importante insegnamento per operare correttamente nell’ambiente, anche per l’architettura contemporanea.

L’architettura tipica montana arricchisce il paesaggio con immagini tradizionali : bivacchi, edifici isolati, piccoli gruppi di case e villaggi.

Edifici isolati prevalentemente in Savoia,Tirolo e Alpi Salisburghesi. Gruppi di case in Alta Valsesia, nell’Ossola o in Svizzera. Villaggi in Italia o Alpi francesi.

La soluzione scelta nasce da un’osservazione del contesto e delle sue risorse.

casa in montagna : paesaggio

L’architettura era qui anche una risposta semplice e funzionale alle esigenze concrete di chi viveva in passato la montagna.

La casa in montagna era il luogo dell’abitazione e delle attività dell’uomo, agricole, artigianali, professionali, commerciali, in un blocco unico o divisa in più edifici vicini.

Nello stesso blocco potevano coesistere l’abitazione ( e non era la funzione principale, ovvero circa 1/3 o ¼ del totale!) e gli spazi destinati agli animali, alla lavorazione dei prodotti e alle scorte.

La dimora alpina era come un’industria, dedicata alla trasformazione, dei prodotti derivati dagli animali e dalla terra, nella fonte di reddito principale dei suoi abitanti.

Questo è il secondo insegnamento che ci arriva dal passato : l’altissima funzionalità delle case tradizionali. Ogni funzione al suo ambiente specifico, senza sprechi e tutto è finalizzato alla vita e al benessere di chi abita la casa.

Quali sono state le tecniche costruttive della casa in montagna del passato ?

Normalmente le costruzioni erano a pianta quadrata o rettangolare e tetto a due falde.

Poteva esserci uno zoccolo in pietra. Il resto dell’edificio poteva essere :

  • tutto in legno compresa la copertura
  • tutto in pietra, con tetto a struttura lignea e copertura in pietra
  • combinazioni di pietra e legno.

Combinando le tecniche costruttive si potevano ottenere infinite soluzioni.

Dalla tecnica costruttiva discende l’estetica vincente della casa in montagna.

casa in montagna : costamula

La casa in montagna in pietra

La pietra veniva usata per costruzioni che necessitavano di sicurezza, per le persone e i prodotti agricoli, e durata.

Il basamento in pietra si poggiava sulla parte più consitente del terreno, senza fondazioni.

La casa sembrava sorgere dalla terra, integrata nel paesaggio, normalmente nelle vicinanze di altre case, di sorgenti d’acqua, di cave, di strade e con una buona esposizione al sole.

La pietra era posata in corsi orizzontali, con o senza malta di calce, per uno spessore del muro di almeno 50 cm. Pietre più grosse potevano essere messe sugli angoli o intorno alle aperture.

A piano terra o seminterrato spesso troviamo delle volte , a botte o a crociera.

I solai successivi erano in legno, così come la struttura del tetto.

Su tale struttura si appoggiava una copertura in lastre di pietra più o meno sottili, a seconda delle zone e della pendenza del tetto, dette beole, lose o piode.

La pietra poteva essere faccia a vista o intonacata con malte di calce. Questo tipo di intonaco irregolare che seguiva il movimento della pietra sottostante conferiva alla casa un aspetto naturale e meglio inserito nel contesto ambientale.

casa in montagna : grigioni2

Le decorazioni che troviamo spesso su questi intonaci avevano lo scopo di comunicare. La famiglia comunicava il proprio benessere, l’appartenenza ad un gruppo o una data importante.

Troviamo moltissime cotruzioni con muri in pietra ai piani bassi, dove si trovavano stalle, cucina e focolare, laboratori e depositi di prodotti.

La parte del sottotetto o spesso, il retro o fianco della casa, erano destinate a fienile e costruite in legno.

La casa alpina in legno

La costruzione in legno presupponeva un progetto di tutti i vari pezzi e del loro assemblaggio con incastri o appoggi.

Si impiegavano diverse tecniche ovvero :

  • Blockbau o tecnica a blinde che prevedeva la sovrapposizione di tronchi tondi o squadrati con incastro agli angoli della casa
  • tecnica a ritti e panconi , con la struttura portante in travi e pilastri di legno e le chiusure, ovvero le pareti perimetrali, a tavole orizzontali e verticali, con un riempimento isolante in paglia
  • tecnica a crociera in cui, nella struttura, i pilastri e le travi erano legati da elementi in legno a croce

Le case costruite in legno erano però più soggette agli incendi.

Il tetto della tradizione montana

Il tetto aveva sempre una struttura in legno appoggiata direttamente sulla pietra, su pilastri di legno o su affascinanti strutture reticolari denominate capriate.

Sopra la struttura c’erano travetti o tavole di legno su cui poggiava la copertura.

Essa poteva essere o in lastre di pietra irregolari dette lose, beole o piode o in tavole di legno dette scandole.

3 fantastici esempi

La casa Walser in Alta Valsesia

Analizziamo la tipica casa Walser , popolazione di origine germanica, che si spostò verso l’alto Vallese intorno all’VIII secolo, prima di migrare in altre località alpine come la Valsesia .

Nel basamento in pietra sono presenti la stalla, che era collegata direttamente al soggiorno, alla firhus o stanza del fuoco e una cucina per gli alimenti. Nel piano rialzato si collocavano le camere da letto e il loggiato mentre al primo piano il fienile, il magazzino per i viveri e un secondo loggiato. Si accedeva ai piani superiori tramite scale esterne in legno e la comunicazione tra le stanze da letto avveniva tramite il loggiato. Il loggiato era costituito da piedritti in larice mentre l’edificio era in blockbau.

Nelle case di Alagna veniva sfruttato il calore degli animali e del focolare per la preparazione del cibo. Questo era sprovvisto di canna fumaria e perciò le pareti delle cucine erano ricoperte di fuliggine. La copertura con due falde aveva il manto in piode e sporgeva di molto dal perimetro dei muri per proteggere la casa dalle intemperie.

La casa Occitana

L’edificio comprendeva sotto lo stesso tetto le attività rurali (stalla, fienile) e l’abitazione.

La costruzione era semplice, in pietra nella parte frontale e in legno nel fienile che occupava la parte retrostante e tutto il sottotetto.

La pietra intonacata presentava delle semplici ed eleganti decorazioni a “collarino” intorno alle finestre.

Casa in Val d’Aosta

L’edificio risale al XVII secolo. Il rustico per le attività produttive e l’abitazione erano sotto lo stesso tetto.

I muri dell’edificio erano in pietra a vista e finiti grossolanamente nella parte alta dove c’era il fienile. La struttura del tetto era semplice, con due falde di diversa lunghezza e diversa pendenza per sfruttare al meglio la parte est dell’edificio. Il manto di copertura era in lastre di pietra sottili e irregolari, lauzes .

La particolarità di questo edificio erano le colonne in facciata che permettevano di ottenere ampi spazi coperti all’aperto.

Maso in Val Gardena

Si tratta di una dimora alpina con simmetria in facciata. Il rustico si trovava sotto lo stesso tetto dell’abitazione, ma era separato da una partizione verticale interna. L’abitazione in pietra non possedeva balconi o loggiati mentre il rustico si; avevano un’intelaiatura in legno utilizzata come essiccatoio. La divisione tra rustico e abita­zione era sottolineata da due materiali differenti.

casa in montagna - valgardena
Maso in Val Gardena

Conclusioni

Scrivendo questo post mi rendo conto che si tratta di una “goccia nel mare” rispetto a tutto quello che si potrebbe dire su questo affascinante argomento.

Lascio qui sotto una bibliografia dei testi più interessanti che ho avuto modo di studiare, se qualcuno volesse approfondire.

Lo scopo di questo post è comunque evidenziare il valore dell’architettura tradizionale alpina e quanto quest’ultima possa essere esempio per l’architettura contemporanea.

Rivediamo insieme i suoi insegnamenti :

  • le soluzione tecniche, estremamente intelligenti, nascevano sempre da un’osservazione del contesto e delle sue risorse.
  • costruire in modo semplice e con i pochi materiali disponibili localmente fa nascere un modello, una tipologia di edificio riconoscibile e con una chiara identità, che negli anni ha continuato ad affascinare.
  • una grande attenzione alla funzionalità dell’edificio, e anche a creare le condizioni e gli spazi per supportare l’economia della famiglia.
  • cura del benessere degli abitanti con la scelta dell’esposizione, del riscaldamento e dell’isolamento delle case.

I costruttori delle case in montagna della tradizione si occupavano di rapporto col territorio, di funzionalità, di isolamento, di ventilazione, di estetica, di comunicazione, di economia.

Torneremo a trattare argomenti specifici sulla casa in montagna nella tradizione.

Lascio qui una bibliografia con i miei libri preferiti sull’argomento :

Giovanni Simonis, “Costruire sulle Alpi”, ED. TARARA’

Luigi Dematteis,“Quaderni di cultura alpina: case contadine nelle Valli Occitane in Italia, ED. Priuli&Verlucca

Oliviero Tronconi,“L’architettura montana”, ED. Maggioli Editore

Luciano Bolzoni,“Abitare molto in alto. Le Alpi e l’architettura,ED. Priuli&Verlucca

Antonio De Rossi,“La costruzione delle Alpi”,ED. Donzelli

Che cosa ne pensi dell’architettura in montagna?

Faccelo sapere qui sotto, lasciando un commento.